Piero Cappuccilli

Biografia

Piero Cappuccilli nasce a Trieste il 9 novembre 1926.

foto_biografiaFin da ragazzino impara ad amare il mare. Amore trasmessogli, probabilmente, dal padre che era ufficiale di Marina e le immersioni subacquee sono state il suo sport preferito. Amava dire che i fiati lunghissimi se li era costruiti proprio con le lunghe immersioni in apnea. Lui si considerava un cantante della vecchia scuola. Il suo Maestro Luciano Donaggio lo ha seguito nello studio del canto per quattro anni, a Trieste.
Il suo debutto avviene nel settembre 1956 a Milano, al Teatro Nuovo nella parte di Tonio, ne “I Pagliacci” quale vincitore dell’As.Li.Co. e a ottobre si presenta al Concorso internazionale “Viotti” di Vercelli che gli vale una lunga tournèe in Germania dove canta Figaro nel “Barbiere di Siviglia” di Rossini in ben novanta rappresentazioni.
Sarà un ruolo, questo, che canterà raramente in seguito.

Ha fatto la gavetta e ha fondato la sua carriera su alcune solide regole: ha atteso che la voce giungesse a maturazione prima di affrontare “Un Ballo in Maschera” o “La Forza del Destino”. La stesse regole sono valse per il lato interpretativo: si è avvicinato, ad esempio, a “Simon Boccanegra” solo dopo quindici anni di carriera e a “Macbeth” dopo diciotto anni.
Nel 1959 incide a Londra “Lucia di Lamermoor” con la Callas diretto dal M° Tullio Serafin e nel settembre l’incisione alla Scala di “Gioconda” con la Callas, direzione del M° Antonino Votto: in questi anni gli si aprono le porte dei teatri italiani e il suo nome comincia ad essere conosciuto anche all’estero come quello di uno dei baritoni più promettenti della nuova leva.
Nel marzo 1960 esordisce al Metropolitan con Traviata”.
Nel 1964 canta alla Scala come Enrico nella “Lucia di Lammermoor” e quindi come Amonasro in “Aida”. Nel 1966 canta “Rigoletto” all’Arena di Verona e nel 1967 debutta al Covent Garden di Londra come Giorgio Germont ne “La Traviata”.
Nel 1969 appare per la prima volta in America, a Chicago, ne ”I Puritani”, nel 1971 canta nell’ormai mitico “Simon Boccanegra” alla Scala e nel 1973 all’Opéra di Parigi ne “Il Trovatore”.
Nel 1975 canta nel “Macbeth” Scaligero sempre con la direzione di Abbado e la regia di Strehler, “Don Carlo” a Salisburgo con la direzione di Herbert Von Karajan e nel 1976 “Otello” alla Scala a fianco di Placido Domingo con la direzione di Carlos Kleiber e la regia di Franco Zeffirelli.

Piero Cappuccilli è stato uno dei cantanti più affidabili e la sua attività instancabile prosegue fino all’agosto 1992 quando è costretto a sospenderla per un grave incidente automobilistico di cui fu vittima, il giorno dopo una recita di “Nabucco” all’Arena di Verona.

La sua splendida voce morbida, estesa, omogenea ne hanno fatto uno dei baritoni più amati del nostro tempo.
Era un uomo sereno, Piero Cappuccilli. Un artista tranquillo che entrava in scena sicuro: di lui non si ricorda, in oltre vent’anni di presenza alla Scala, una serata in cui abbia dovuto subire una contestazione. Per lui cantare era come “tuffarsi in mare”. Uomo dallo stile di vita semplice, non amava la mondanità e al di fuori del teatro per lui c’era solo la famiglia.
Dotato di un timbro pieno e caldo, la sua voce galleggia sul fiato, rendendo possibile una grande larghezza e solennità al fraseggio. I suoi acuti sono di una classica perfezione e la dizione è impeccabile.
Si distingue per la morbidezza e la linea vocale, soprattutto per il controllo assoluto dell’emissione e dei fiati che hanno fatto di lui uno dei rari grandi cantanti.

Ottiene grande successo su tutti i palcoscenici del mondo a: San Francisco, Miami, Montreal, Chicago, New York, Washington, Parigi, Londra, Salisburgo, Vienna, Monaco, Barcellona, Madrid, Bilbao, Tokyo, Sydney, Pretoria, Caracas, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Las Palmas, Tenerife; e in tutti i teatri italiani quali Teatro alla Scala, Verdi di Trieste, San Carlo di Napoli, Arena di Verona, Maggio Fiorentino, Opera di Roma, Fenice di Venezia, Petruzzelli di Bari, Carlo Felice di Genova, Regio di Parma, Regio di Torino, Sferisterio di Macerata, Torre del Lago al Festival Pucciniano, Massimo di Palermo, Olimpico di Vicenza, e molti altri. Alla Scala di Milano dal 1964, prendendo parte a tutte le stagioni successive, in particolare si ricordano le sue maggiori interpretazioni in: Simon Boccanegra, Macbeth, Ballo in Maschera, Tabarro, Luisa Miller, Otello, Aida, Forza del Destino, Don Carlo, Andrea Chenier, Tosca, Boheme, Trovatore.

Ormai consacrato come uno dei più grandi baritoni si può considerare il più autorevole baritono Verdiano della sua generazione.