Piero Cappuccilli

Luciano Pavarotti

Intervista al Maestro Luciano Pavarotti
Pesaro 29 novembre 2002

Siamo a casa del grande Maestro Pavarotti per ripercorrere insieme, attraverso i suoi ricordi, i momenti più significativi che hanno segnato la carriera del grande baritono Piero Cappuccilli, che per oltre 35 anni ha portato su tutti i palcoscenici del mondo un’impareggiabile interpretazione nei ruoli rivestiti.

Patrizia Cappuccilli: Luciano, io ho in mente tanti ricordi vissuti sempre in prima persona, però visti attraverso gli occhi di una bambina; raccontami tu, che eri al suo fianco, ciò che io non ho potuto cogliere. Conosco la stima e l’amicizia che vi ha sempre uniti grazie alla quale avete raggiunto sempre i più grandi traguardi e conquistato il pubblico in ogni spettacolo.

Luciano Pavarotti: “Non c’è un altro Cappuccilli in giro fino ad oggi e voci così non ce ne saranno più. Il più grande diaframma che io abbia mai conosciuto!”

Patrizia Cappuccilli: Hai qualche ricordo, brutto o bello, vissuto a fianco di mio papà?

Luciano Pavarotti: “Cose brutte non ne ricordo, così come non ricordo che Cappuccilli abbia mai cancellato una recita. Ricordo della sua mania di andare nel camerino del basso a rubargli le note gravi con il suo…Sparafucil….Io ho imparato molto da lui, questa estensione vocale sino al sib, la nobiltà d’espressione, questo legato infinito….insomma un pezzo di storia!”

Patrizia Cappuccilli: Ricordi qualche aneddoto riguardo papà?

Luciano Pavarotti:”Facevamo Ballo in Maschera a Modena, (si parla degli inizi di carriera), ed il cachet di Cappuccilli era di lire 80.000. Finita la recita, al rinnovo del contratto, chiese di aumentargli la cifra a lire 85.000. La risposta fu: “Non possiamo offrirle lire 85.000, possiamo dargliene lire 120.000!”